6 commenti
  1. Nuooooooooooooo... ma come non c'è un finale?????????????
    Io ho comprato il manga apposta! Sono sempre rimasta con l'amaro in bocca per un finale che non riuscivo a vedere/capire/immaginare e ora... che tristezza.. ormai mi passa anche la voglia di leggerlo.. ;_;

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo è così.... Vediamola così: ognuno può immaginare il finale che vuole 😊

      Elimina
  2. Effettivamente il fatto che ad un certo punto diventa episodico e che non ci sia un finale, mi ha dissuasa dall'acquisto.
    Io sono molto a favore di quei formati grandi, ma credo abbia penalizzato i disegni che a volte su stampa non sono stati resi beni (cosi ho letto in svariati commenti, tavole stampate male, disegni pixellati ecc). Magari il materiale che hanno dato a J pop non era proprio recente e un formato grande non calzava bene.

    Insomma passo, sperando che prima o poi portano anche qualche cosa vintage di autrici donne.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mah, io questi grossi problemi di stampa non li ho notati, o per lo meno nulla che infastidisse la lettura.
      La prima parte del manga a mio avviso merita; probabilmente l'idea iniziale era di dare un finale all'opera nell'anime, che però non avrà ottenuto il successo sperato e così siamo rimasti senza. Gli episodi autoconclusivi, secondo me, servivano solo come ulteriore pubblicità dell'anime. Ovviamente, queste sono mie ipotesi, non trovando una giustificazione ufficiale per la mancanza del finale 🤔

      Elimina
  3. Adoro questi manga "vintage"; per il loro stile così diverso da quello attuale - e spesso così in anticipo sui tempi - e soprattutto per quell'atmosfera decadente, quasi di "miseria" che si respira (tutti gli interni, ad esempio, sono "squallidi"; oppure, forse, contengono solo l'essenziale e siamo noi a considerarli poveri perché in realtà i nostri ambienti traboccano di superfluo?...) e che permette di concentrarsi solo sui personaggi.
    Sono molto felice che alcuni di questi manga "datati" vengano proposti in Italia, per altro in belle edizioni [no: nessuna "brutta stampa" in questo Judo Boy, anzi!] e spero che il trend continui :)
    A me, stranamente, non ha dato tutto quel gran fastidio non conoscere il finale della prima storia; forse mi ci sto un po' abituando [@Caroline, ti ricordo che sei stata proprio tu a convincermi a comprare "Buffalo Girls"... che non ha un finale ^_________^] e forse bado di più ad altre cose che non alla storia in se'.
    Ho trovato bellissimi i disegni di Judo Boy (a parte Bear, il cane, che non si può guardare!) e splendide le tavole di azione, piene di linee cinetiche, delle quali normalmente non sono un fan, ma che qui ci stavano benissimo perché rendere dei combattimenti in immagini statiche, e senza "effetti", è difficile/impossibile. Ho adorato certi piccoli particolari (un vaso di fiori, gli attrezzi di una palestra...) e la scansione delle tavole, che ho trovato modernissima e che mi ha fatto pensare più di una volta "Cribibo, ma allora la Marvel non ha inventato lei queste cose...". Ho apprezzato anche le storie autoconclusive, che mi hanno ricordato - come atmosfere e trame generali - il Ken Shiro di Ken il Guerriero :)
    L'anime, che non avevo mai visto in vita mia e di cui ho guardato sul Tubo alcuni episodi, l'ho trovato, invece, ORRIDO! :DDD
    Un abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille del commento, sempre più che ben accetto!
      Sai che con me per la questione manga (e più in generale fumetti, ma anche film, musica, vestiti, arredamento, etc...) "vintage" sfondi una porta aperta!
      Anch'io non ho trovato nulla da eccepire sull'edizione Jpop, casa editrice che ha le sue pecche, ma che ci regala anche ottimi volumi (non tutti pubblicherebbero Kazuo Kamimura, sicuramente un nome altisonante, ma non certo di richiamo per quello che è il target-tipo di molti editori di manga in Italia, ossia l'adolescente che si avvicina ad un titolo, magari per il traino della corrispondente serie anime).
      Anch'io ho apprezzato molto il dinamismo che l'autore è comunque riuscito a trasmettere nei suoi disegni, cosa non certo facile.
      Il paragone con Kenshiro non mi dispiace affatto; non mi era assolutamente venuto in mente, ma ha il suo perché... sarà un cliché, ma l'eroe che nel suo vagabondare arriva in città e sgomina il cattivo di turno, è sempre un espediente narrativo con un certo fascino.
      Per l'anime, ammetto di ricordare più la sigla che non la trama: essenzialmente conservo alcune immagini simbolo - il protagonista in moto e la "vestizione" con il judogi rosso - e niente più...
      Grazie ancora per il commento!!!!

      Elimina